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L’orecchio assicura, grazie ai canali semicircolari una funzione di equilibrio che determina le nostre attitudini posturali. La verticalità favorisce la pienezza dell’ascolto, in quanto tendere l’orecchio è anche tendere il corpo all’ascolto, al fine di offrire all’informazione le zone sensibili del nostro rivestimento cutaneo.
E’ facile tramite l’Orecchio Elettronico provocare sperimentalmente dei cambiamenti di atteggiamento posturale in funzione di particolari modificazioni dell’ascolto. -Imponendo un ascolto ricco in frequenze acute, si osserva, nel momento in cui la fonazione del soggetto si anima, una correlazione posturale impressionante: la colonna vertebrale si allinea, la cassa toracica si apre, il soggetto cerca una migliore attitudine dorsale tramite la rotazione del bacino in avanti, il viso si distende e si mobilizza in maniera armonica. -una curva d’ascolto opposta, invece, che favorisca i gravi, produce una contro-reazione posturale che va in senso inverso alla precedente. Inoltre, il suono che produciamo imprime in permanenza una miriade di piccoli tocchi (pressioni acustiche) su tutto il nostro sistema nervoso periferico. Il linguaggio sensibilizza progressivamente le zone sensoriali rilevatrici delle onde acustiche della “colata verbale”. Le zone più sensibili a questa informazione si trovano là dove le fibre nervose specializzate nella rilevazione della pressione sono più dense: viso, parte anteriore del torace, addome, palmo della mano, faccia dorsale della mano destra a livello della pinza pollice-indice, l’interno delle membra inferiori, e la pianta del piede. Per quello A.Tomatis diceva che la posizione del loto è la postura la più “in ascolto” perché presenta verso l’altro tutte le parti nervose ricettive del suono. E’ importante anche prendere in considerazione che il consumo energetico relativo al mantenimento della nostra postura è minimo quando il corpo è in equilibrio, dritto e verticale.
Il nervo pneumogastrico (o nervo vago) estende la sua antenna sensoriale sulla membrana timpanica. E’ Maestro della vita vegetativa e viscerale, ed Il suo campo neurotico è immenso. All’interno di questo quadro, l’orecchio può giocare un ruolo particolarmente nefasto. Basta che l’orecchio si chiuda, rilasciando la muscolatura del martello e che la staffa non venga più sollecitata. I suoni sono allora trasmessi in maniera molto limitata e vengono analizzati male. Solo le frequenze gravi riescono a passare, trascinando il timpano, molto disteso, in un movimento troppo ampio che per reazione va ad eccitare il ramo auricolare del vago, con tutte le reazioni che ciò produce nella sfera neurovegetativa. Il training audiovocale con l’Orecchio Elettronico aiuta la postura d’ascolto dell’orecchio verso gli acuti.
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